Tra il dire e il fare c’è di mezzo Gesù.
“Fare” e “parlare” fanno parte entrambi della prima coniugazione ma c’è molta differenza tra l’azione che produce uno e che produce l’altro. Un soldato in guerra sta in silenzio oppure urla, si protegge e dopo avanza, prende la mira e raggiunge il suo obiettivo, ubbidisce al capitano e non da ascolto a nessun altro.
Chi sta al fronte non ha tempo per lamentarsi, per criticare il compagno o per offendersi, perchè sa che la sua vita vale molto di più di queste cose e conosce molte bene i suoi obiettivi: vincere e proteggere il compagno.
Definisci oggi i tuoi obiettivi e vivi per essi, parla una volta sola e agisci di conseguenza. In un esercito c’è chi è in prima linea, chi è pronto a sostituire il compagno che è stanco, chi da direzioni, chi porta le munizioni, chi rimane nell’accampamento e chi guarda stando dietro.
Noi non siamo di quelli che si tirano indietro (Ebrei 10:39)
Con Dio tirarsi indietro è come avere una mega torta gigante con la panna e non affondarci la faccia dentro, è come andare ai Caraibi e rimanere in stanza tutto il giorno, è come vivere affianco ad una cascata e continuare a ripetere “ho sete”.
Inizia a vivere quella vita emozionante che neanche la Winx ed Harry Potter possono immaginare. Non tirarti indietro ma lascia che Gesù si metta in mezzo


Ebrei 10:39
beh, magari “in mezzo” non “IMMEZZO” ahahha
sorry
errori corretti.
Benchè d’accordo che un credente non può “tirarsi indietro” dal servizio cui Dio lo ha chiamato, malgrado consci che servire il Signore non è un impegno dei più facili, nei fatti concreti quanti si espongono realmente alle derisioni, alle persecuzioni, agli insulti del prossimo pur di portare avanti la loro missione?
Conosco chiese e cristiani cui tutto fila liscio, nel senso che non si lamentano di nulla, son sempre allegri e spensierati, non vedono che il male avanza, non guardano agli eventi in medioriente (Israele resta l’orologio di Dio per il mondo), ma il dubbio sorge spontaneo: satana non tenta affatto questa gente, oppure tali credenti sono a un livello tale di maturità da non subire attacchi dal nemico? O, forse, costoro non gli danno fastidio perchè, in fondo, sono tiepidi come le vergini stolte?
Guardando la vita terrena di Gesù, non mi pare che costui abbia avuto un cammino tutto in discesa (il Figlio dell’uomo non ha dove reclinare il capo, mentre i lupi e le volpi sì…), ragion per cui non possiamo attenderci di vivere una vita diversa dalla sua, cioè priva di avversità , accuse e/o tentazioni; eppure, in un momento storico dove la “guerra” spirituale è su tutti i fronti (società , famiglia, lavoro), l’impegno di ogni autentico credente dovrebbe, comunque, far “tremare” l’esercito infernale, se davvero abbiam messo la mano sull’aratro e non ci voltiamo indietro…..
Tuttavia, sarebbe da ipocriti dire che la Chiesa nel mondo sta avanzando, perchè non è dai “numeri” che si può dedurre la qualità della nostra fede e lo stato spirituale della Chiesa: infatti, camminiamo TUTTI uniti dallo stesso ardore per il prossimo? Stiamo al fronte, ogni giorno, con preghiere, suppliche, digiuni? Mettiamo in pratica la “fede”, esercitando la nostra autorità nel Nome del Signore sopra le potenze celesti? Vede in noi, il mondo di fuori, la “differenza” fra luce e tenebre?
Invero, la Chiesa annaspa perchè ha la testa altrove, avendo perso di vista lo scopo della Santa Vocazione (.), ossia una vita da vivere per strappare anime al diavolo, ma probabilmente la maggioranza si sente a posto e pensa che, dopo la nuova nascita, tutto è scontato: se Israele ha dovuto “combattere” sempre lungo il suo tragitto nel deserto, per conquistare – alla fine – la terra promessa, non migliore sorte aspetta la Chiesa!
Ahimè, gli unici a battersi che vedo sono quei credenti indomiti, presenti in ogni denominazione, che non desiderano farsi contaminare dalla mondanità e volgono lo sguardo su Cristo, senza deviare a destra e sinistra e/o badare alle contese, alle chiacchiere e alle cose “fatue”, come le chiama Pietro (.)
Quindi, se davvero abbiamo sperimentato l’Amore di Dio e siamo ben consapevoli del compito assegnatoci, del talento posseduto e del ministero da svolgere, allora non ci sarano ne se e nè ma; piuttosto,
continueremo ad avanzare nel campo del nemico sapendo che la terra è nostra, che abbiamo potenza e autorità dall’alto (Marco 16,15-17) e – cosa fondamentale – c’è Cristo che lotta CON noi, non PER noi!
Dunque, rimbocchiamoci le maniche e avanti nel Nome del Signore!